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15 giugno 2009
Nella Lega tutti contro il sindaco nero di Viggiù
 Ancora una volta, la provincia di Varese è candidata ad essere una provincia di tendenze razziste. Non siamo nuovi alle cronache e ai media per situazioni che dire essere di imbarazzo è ovviamete un tentativo di ridimensionare la cosa. Ma non è così facile. 
Si comincia ad essere un po' stanchi da queste parti di dover mettere pezze e rimediare agli scivoloni del Carroccio specie quando  non si tratta solo di cadute di stile, ma movimenti interni tra i militanti e i votanti,  che devono far preoccupare Di fronte ad un atteggiamento del genere non si può voltare la faccia e pensare semplicemente: problemi loro. Sono invece problemi di un'intera comunità se una forza politica di governo riesce, grazie ai continui toni e ai continui provvedimenti presi in sede ministeriale, a muovere in questo senso le coscenze dei propri militanti. Non è più tollerabile che sia una forza con chiare tendenze xenofobe a governare questo paese. La cosa che però ancora di più fa tremare il cuore è il consenso popolare di cui godono gli esponenti del carroccio.Questo nonostante i palesi insuccessi dimostrati in questi mesi di governo, uno per tutti, il caso Malpensa. Eppure la logica del: " mi a voti par i nostar!" è quella che ancora una volta funge da collante elettorale. In un momento di crisi, è più facile per la gente rifugiarsi verso quelli che riescono a controllare messaggi carichi di un forte contenuto demagogico ma in grado di produrre un senso di rassicurazione tale da far quadrato. Dopotutto: " I Lumbard ghe lén dur!"
E allora? come si esce da questa logica?Attraverso un'opposizione che tenta di scimmiottare questo linguaggio? Attraverso un'opposizione che fa vedere che è in grado di parlare in questo modo?
No mi spiace, io sono piuttosto per un'opposizione che è in grado di fare quello slancio culturale tale da proiettare davvero la provincia di Varese,nel mondo moderno. Occorre una rivoluzione culturale per cambiare davvero. Se un partito come la Lega Nord, raggiunge il 26/28 % non è un problema di partito ma un problema di cultura generale di chi si riconosce in quel messaggio. E allora noi dobbiamo lavorare per far capire che non si deve aver paura di uno stato multietnico. Dobbiamo inisistere perchè sia la logica dell'accoglienza a prevalere e non la chiusura e il rifiuto. Dobbiamo lavorare perchè il messaggio che esca dalle urne non sia ancora di divisioni ma perchè esca a gran voce un messaggio di INTEGRAZIONE.



 

I tg nazionali di prima serata le hanno dedicato ampi servizi post-elettorali, e del suo volto s’è interessata mezza stampa europea. Lei, Sandy Cane (di madre italiana e di padre afro-americano), eletta a sindaco di Viggiù, nel varesotto, doveva per alcuni essere la definitiva dimostrazione di come il suo partito, la Lega Nord, poco abbia a che fare col razzismo. Ma non tutti, nel Carroccio, hanno gradito. Ed è sul forum di Radio Padania che alcuni sostenitori leghisti in queste ore si stanno sfogando. «Nel brillante risultato alle ultime elezioni c’è una macchia: il sindaco un po’ nero di Viggiù», scrive Protesilao. Che precisa: «La signora Cane non ci rappresenta, noi non vogliamo un’Italia multirazziale». Gli fa eco Teiko: «Mi viene voglia di andar a dirgliene quattro a chi l’ha piazzata al posto di uno dei nostri».

E’ al Bossi pensiero («Finché esisterà la Lega mai gli italiani sceglieranno un nero») che ci si appoggia per decretare l’incompatibilità della Cane «con la cultura e con i valori» del movimento. E non di sola incompatibilità pare si tratti: «Questa elezione sta creando non poco imbarazzo in molti elettori», ammonisce un militante. Se taluni tentano di ridimensionare («In fondo parliamo di un paesino-ino-ino»), altri ne fanno una questione di principio, prendendosela con «certe teste leghiste» che si sono messe a pensare «all’integrazione del forestiero».

«Penso si sia trattato solo di una trovata elettorale, per far vedere che i leghisti sono buoni», replica invece TheCollector, raccogliendo il consenso di Cimbro: «Che sia stata una mera operazione di facciata è chiaro come il sole». Alcuni mettono discussione la validità stessa della candidatura da parte del partito: «Ha una tessera da socio sostenitore, tessera che non dà diritto a candidature pubbliche». Nel dibattito si infila timidamente Eziofulk, che sottolinea come comunque si tratti della «figlia di un indigena». Osservazione però non sufficiente a calmare gli animi. Tanto che subentra la genetica: «Non è la permanenza in un luogo a definire un individuo, ma il sangue che gli scorre nelle vene: sono i geni che ereditiamo dai nostri genitori a determinare il nostro modo di pensare e di agire». TheCollector condivide. E a sostegno della tesi cita le parole di un iscritto a Forza Nuova: «Il Colosseo o l’Arena di Verona appartengono al nostro intimo, mentre per gli immigrati non sono che ruderi».

Tra appelli ai dirigenti affinché si ravvedano, «altrimenti è l’immagine del partito che verrà rovinata», e sconsolati rilievi di chi, «a frittata ormai fatta», spera che abbia al più presto termine «l’eccessiva amplificazione data alla vicenda dai giornali gossippari», sul sito di Radio Padania la discussione prosegue. Nei giorni scorsi qualcuno, commentando quanto avvenuto a Viggiù, aveva tirato in ballo un presunto ”effetto Obama”. Sarebbe stato forse più opportuno parlare di operazione foglia di fico.

Andrea Di Salvo




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26 aprile 2009
FESTA I MAGGIO



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31 marzo 2009
Proposta con Pippo Civati:"l'amore e la politica ai tempi di Facebook"
da notare la presenza come moderatore del "nostro" Andrea Venegoni...


27 marzo 2009
Partecipa!

Caro amico,

 

in questi giorni il nostro comune è stato attraversato da piccole scosse che sembrava avrebbero portato ad una crisi della maggioranza che amministra il nostro amato Comune.

 

Il nostro gruppo consigliare durante l'ultimo consiglio ha cercato di portare all'attenzione dei nostri amministratori la necessità di confrontarsi e trovare delle possibili soluzioni per questo periodo di crisi.

 

Abbiamo bisogno del contributo di tutti voi per riuscire a realizzare il sogno di tutti noi: CHE CAIRATE SIA UN PAESE MIGLIORE e dove il concetto di BENE COMUNE ritorni ad essere un concetto condiviso dalla maggior parte dei nostri concittadini

 

 

PARTECIPA ALL'INCONTRO CHE SI TERRA'

LUNEDI' 30 MARZO NELLA NOSTRA SEDE IN PIAZZA I MAGGIO A BOLLADELLO

 

 

Sperando di incontrarti presto ti salutiamo
                                              



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24 marzo 2009
OCCUPAZIONE FEMMINILE TRA CRISI E NUOVE PROSPETTIVE




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22 marzo 2009
Il Paese delle tre I

Tornando dalla spesa fatta in un noto supermercato qui in zona, mi è venuto in mente una cosa perché non fare di Cairate “il paese delle tre I”?

Cosa sono queste tre I? Eccole: informazione, integrazione e intrattenimento.

Siccome non voglio che rimangano solo concetti ecco delle proposte concrete.

Informazione: per molti questa in cui viviamo è la cosiddetta “società della conoscenza”, ma la base della conoscenza è per me essere informati.

Ecco cosa vorrei a Cairate :corsi base di internet e computer per adulti, credo che questo sia utile anche per favorire un rapporto tra adulti e ragazzi, visto che la maggior parte delle volte un genitore non sa neanche di cosa sta parlando il figlio. Inoltre mi piacerebbe che si creassero dei luoghi wifi, penso ad esempio ai vari parchetti tamponandone un po' il rischio degrado del comune o alla saletta comunale(che tra l'altro ora costa 15 € all'ora) in piazza a Bolladello trovando,quindi, per questa struttura una funzione pubblica, o la stessa biblioteca che probabilmente si rivitalizzerebbe.

Ultima cosa, forse meno tecnologica ma molto utile, credo ci sia bisogno di un giornale cittadino il più possibile lontano da amministrazione e partiti che informi le persone di quel che succede, questo perchè credo che questo blog, o anche il nostro giornale Democraticamente, possano essere sempre visti come faziosi o di parte.

Seconda I: credo che l'integrazione a Cairate sia fondamentale soprattutto perchè è un paese con una grande presenza di stranieri, per me c'è bisogno di corsi di alfabetizzazione per adulti e corsi di doposcuola sia per ragazzi stranieri che per italiani, in maniera tale da accogliere e rendere migliore la convivenza.

So che queste cose si facevano già, ma sono state purtroppo abbandonate e credo che ci sia bisogno più ora che allora.

Infine, penso che un comune debba creare molte occasioni per stare insieme, ecco quindi la terza I, ed è questo uno dei punti, non solo a detta mia, più dolenti a Cairate la mancanza di luoghi di incontro e di cultura

Penso ad esempio alla creazione di un luogo affidato ai giovani che potrebbe essere utilizzato oltre che come punto di ritrovo, anche per iniziative quali cineforum, conferenze, concerti, tornei, viaggi.

Questi son solo degli spunti gettati nella speranza che qualcuno, dalla persona singola, alle associazioni, alla stessa amministrazione, alla parrocchia, possa rispondere a questo appello.


Emanuele Martini

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20 marzo 2009
Il Testamento biologico fra etica e politica
 Pubblichiamo un articolo del Senatore Paolo Rossi sul tema del cosiddetto "fine vita"

Il Testamento biologico fra etica e politica

di Paolo Rossi

È inutile stare a nascondersi dietro a un dito. Il testamento biologico, e le questioni morali o di tipo squisitamente medico-scientifico che vi sottostanno, non può essere affrontato col piglio di chi vuole chiudere il cerchio perché tutto squadri da ogni lato, confondendo quelle supposte certezze – che, in particolare, non sento di avere – con un pragmatismo in grado di rispondere in modo corretto ed esaustivo alle domande che sorgono.

In questo, come in tanti altri casi, abbiamo modo di saggiare da un lato la necessaria opportunità di mediazione che lo strumento politico ci offre, mentre dall'altro quanto si riveli sterile, riguardo a simili provvedimenti di legge, il computo dell'aritmetica e del ragioniere.

Pertanto la prima domanda che mi pongo è se, e in che modo, possiamo ancora contribuire a edificare una civiltà che possa fare ciascuno responsabile di tutti gli uomini, ma, nello stesso tempo, tutti gli uomini responsabili di ciascuno.

Il problema di fondo, fatte salve le inevitabili e opportune mediazioni, è non sovrapporre problemi di ordine diverso: un conto è disegnare una mappa, altro conto è stabilire il tracciato di una ferrovia che si vuole attraversi un territorio. È bene aver ben presente la morfologia e gli ostacoli che si devono superare, ma se ci si ferma al disegno di una mappa, per quanto particolareggiato e fedele, si perderanno di vista quei parametri, in base ai quali è possibile stilare il tragitto migliore fra due punti.

La morale, e le personali convinzioni che ne rappresentano l'emanazione, definiscono la natura del territorio; ma compito della politica è in primo luogo produrre delle buone leggi, stabilire in quale direzione ci vogliamo muovere, verso dove vogliamo procedere, e fissare, naturalmente delle stazioni intermedie. Fare buone leggi significa, a sua volta, indicare una direzione chiara e inequivocabile: significa evitare inutili proclami o invocare "tolleranze zero" puntualmente disattese, quanto, se mai, produrre leggi che abbiano una loro "applicabilità", e che non finiscano per essere regolarmente aggirate in base a cavilli giuridici.

È triste dover pensare che una sensibilizzazione verso alcuni grandi temi che attraversano il Paese debba scaturire dalle dirette e indirette implicazioni del rumore mediatico: per cui – notava finemente il collega Sergio Zavoli – essendo sommersi da una mole enorme e sempre crescente di informazioni, la capacità di interpretazione critica si assottiglia, generando spesso approssimazione, incompletezza, parzialità, ma anche conformismo da un lato e rifiuto dall'altro.

Sicché, a guardar bene, assistiamo anche allo stesso fenomeno mutato di segno: l’enfatizzazione multipla e successiva di un singolo fatto, di una notizia (penso ai vari casi Cogne, Novi Ligure, Perugia, Erba, e, da ultimo, Eluana Englaro…) diviene in breve «solo la premessa del suo seguito, cioè di qualcosa che la dilata, la modifica, la prolunga; e che, spettacolarizzata, trasforma il pubblico in un destinatario sempre più di fiction e sempre meno di informazione, cioè di realtà». Di qui, naturalmente, anche la insistita strumentalizzazione politica a opera del centrodestra: l'uso di dichiarazioni e di proposte di legge (vedi Piano-casa) confezionate ad arte all'unico scopo di rafforzare e non disperdere consenso. Mi chiedo, allora: se il presidente del Consiglio vuol fare affidamento sul senso estetico degli Italiani, perché mai non fare affidamento – invece che invocare castrazioni chimiche ad hoc, come propone la Lega – sul suo senso morale?

Come avviene regolarmente, quando sono posti in discussione temi cosiddetti sensibilmente etici, si fa quadrato, per quanto è possibile, sulla coscienza e sulla responsabilità del singolo circa la gravità e le implicazioni di ordine morale che derivano dal provvedimento in oggetto.

Ebbene, come sosteneva Miguel de Unamuno, la fede non rappresenta il pane ma il lievito. Non bisogna fare confusione, come altrettanto regolarmente accade, fra laicità e laicismo, e non sono d'accordo con chi adopera l'una o l'altra tesi come un alibi dietro il quale nascondersi. Siamo chiamati a scelte difficili, su materie complesse, dove probabilmente l'unica verità che siamo in grado di affermare è la verità del dubbio.

Da cattolico quale sono e mi ritengo, non sono certo fautore dell'aborto, ma come parlamentare e cittadino posso condividere che in uno Stato laico e democratico vi sia una legge che disciplini questa materia e dalla quale ciascuno possa sentirsi tutelato, a prescindere dal rispetto di qualsiasi convinzione o credo religioso.

L'invito rivolto ai senatori del PDL, arrivato quest'oggi pel tramite di una lettera del presidente del Consiglio, di vagliare secondo coscienza l'importanza e il significato politico del tema in discussione, contemperando l'etica della convinzione con quella della responsabilità, è solo la faccia più esposta della preoccupazione del premier circa una questione di grande rilevanza, politica e mediatica, per la sua stessa credibilità. Insomma, nel segreto dell'urna – per riprendere la celebre battuta di Giovannino Guareschi coniata per le elezioni del 1948 – Stalin non ti vede…, ma Berlusconi sì… Tanto è evidente il soffietto retorico cui si fa ricorso: nel mentre, cioè, si dichiara la libertà di coscienza, si maschera, facendolo passare sottobanco, un tanto evidente quanto pateticamente scoperto richiamo all'ordine.

Il premier delinea l'appartenenza alla grande famiglia dei moderati con una definizione che dire abborracciata è dir poco: «noi liberali, cristiani, socialisti umanitari, credenti e non credenti…». Non vedo ombra di quel liberalismo, storicamente così definito, di cui egli si dichiara erede. Per non parlare di quel socialismo umanitario di cui evidentemente, non conosce lontanamente il senso e il valore. Meglio sarebbe stato far conto sulla causticità di un Leo Longanesi, che si definiva un conservatore in un Paese in cui non c'è nulla da conservare.

Vedo, insomma, in un gran calderone confluire tutto e il contrario di tutto: e se l'Italia pullula di ex-rivoluzionari (o sedicenti tali) riconvertiti in cortigiani qualcosa vorrà pur dire…

Ripeto: quello che occorre oggi è produrre delle buone leggi: cavalcare l'ideologia o l'emozione circostanziata di vicende pur emblematiche e dolorose non può che far velo e allontanare dal cuore del problema.

Se passerà il disegno di legge come voluto dal centrodestra avremo una cattiva legge, com'è avvenuto nel caso della fecondazione assistita. Io credo che una certa duttilità e un sano buon senso – come evidenziato negli emendamenti sull'alimentazione e l'idratazione, a prima firma del senatore Bosone – possano meglio rispondere a una serie di variabili che sono insite nelle problematiche delle malattie che rendono il paziente non in grado di esprimere le proprie volontà.

Tutto ciò, naturalmente, non ci esime dalle nostre responsabilità circa il finanziare e il progredire della ricerca scientifica e dal rispetto verso tutti coloro – malati, familiari, operatori sanitari – che spesso sono chiamati a indicibili sforzi nella convinzione che chi salva una vita salvi il mondo intero.


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17 marzo 2009
IL PD DI CAIRATE
 

Cari concittadini, il Partito Democratico presenta:

“DEMOCRATICAMENTE” !!

Abbiamo voluto fortemente la stesura di questo periodico perché vogliamo aumentare i momenti di dialogo e confronto con voi, questa iniziativa ha come scopo quello di creare uno strumento nuovo e privilegiato a servizio dei cittadini; un filo diretto della nostra sezione con i cairatesi per illustrare e commentare prospettive, progetti, iniziative ed attività che riguardano il nostro comune; un mezzo di informazione per parlare in modo capillare di problematiche che spesso scivolano via nell’indifferenza e disinformazione generale; uno spazio per il dibattito politico aperto, insomma un’opportunità che con piacere mettiamo a vostra disposizione.

Negli ultimi due anni lo scenario politico Cairatese è mutato con la costituzione anche nel nostro comune del PD. È stato, ed è un momento di apertura e di novità che ha visto la scesa in campo di molti giovani e persone pronte a dedicarsi all’attività politica per migliorare il nostro paese. Da un anno guido come segretario questo partito, che continua la sua fase costituente in un percorso che ha come stella polare il rinnovamento e la modernizzazione dei processi politici, per riportarli vicino alla gente, per aumentare l’efficacia delle risposte ai bisogni di ciascuno di noi. In un’epoca di globalizzazione in cui tutto sembra far prevalere i grossi calderoni, le spersonalizzazioni dei processi, noi difendiamo la centralità dell’individuo quale soggetto portatore di valori, riscoprendo la piacevolezza del particolare, perché assolutamente certi che l’esperienza di ognuno di voi è singolare e particolare e merita attenzione e centralità. Per creare un PD quindi a misura d’uomo stiamo sperimentando in continuità con l’esperienza della federazione provinciale, la formula del partito a rete. Vogliamo che infatti anche nei semplici processi politici più locali si respiri un’aria riformista e nuova.

Partito a rete è politica nuova, moderna, che tenta di slegare i vecchi “modus” dei partiti di un tempo. Partito a rete è la capacità di connettersi con le realtà vicine per creare sinergie in grado di aumentare il potenziale di risposta per i bisogni del territorio. Partito a rete è analisi profonda della società che muta in continuazione. Per dare risposte occorre analizzare dettagliatamente i bisogni capire le risorse attivare processi. Partito a rete è ascolto di singole richieste intercettate da una capillarità mai avuta per ogni singola area: ambientale, welfare e sociale, sviluppo, amministrativo. Partito a rete è la capacità di cambiare. Come giovane come politico che fonda la sua scelta di vita dalla parte di chi non è rappresentato, dalla parte più debole, dalla parte di quel che è giusto, credo fortemente nelle potenzialità di questo progetto che per Cairate vuol dire farsi promotrice e guida in tutti gli ambiti, riscoprendo quel ruolo centrale che gli spetta. Ecco quindi i progetti che stiamo portando avanti.

Coordinamento dei circoli PD della Valle Olona.

Coordinamento dei circoli PD del distretto sanitario Gallaratese.

Sezione aperta. Il coordinamento cittadino di un partito non ha senso se non passa e acquista valore e significato dai cittadini di una comunità. La sede di un partito è una ricchezza che invito a sfruttare. Un diritto e momento di democrazia irrinunciabile. La nostra sezione del PD in pz I Maggio a Bolladello, è per tutti i cittadini che ne hanno bisogno ecco perché è: “aperta”. Tutti sono invitati a sapere che il coordinamento è a disposizione per qualsiasi segnalazione o problema che necessita di una risposta. La sezione è aperta tramite un blog su internet alla pagina: www.pdcairate.ilcannocchiale.it ; è aperta grazie una mail pdcairate@hotmail.it ; tramite una segreteria telefonica 0331/310492; tramite questo giornalino e tramite tutti i membri e sostenitori del PD e tramite il segretario che i cittadini potranno incontrare tutti i lunedì sera dalle 21.00 alle 22.00 in sede.

Ringrazio tutti quelli che ci sostengono e tutti quelli che attentamente ci stimolano a migliorare.

Abbracciando tutti fraternamente,

Andrea Di Salvo

Segretario PD Cairate




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17 marzo 2009
ACQUA AZZURRA, ACQUA C...ARA
 Negli ultimi mesi anche sulla stampa è stato dato ampio risalto alle incomprensioni e alle difficoltà nei rapporti tra AMSC e Comuni soci, i quali, Cairate escluso, ritengono necessario che AMSC dimostri massima trasparenza e precisa volontà di rendere intelleggibili i conti ai propri soci/clienti. La nostra Amministrazione, al contrario, sembra non ritenere doverosa questa attenzione, considerando sufficienti i conteggi forniti da AMSC, facendo così venir meno la diversità tra soggetto controllato e controllore.

Il contratto di servizio stipulato nel 2001, sottoscritto per le parti dalla Dott.ssa Clara Fanton e dal Signor Gioacchino Caianiello, prevede che le perdite di gestione vengano ripianate e ripartite tra i Comuni in proporzione al numero di abitanti. Ora queste perdite, negli ultimi anni hanno avuto per il nostro Comune una crescita esponenziale:

  • anno 2005 - € 26.812,00,
  • anno 2006 - € 128.067,00,
  • anno 2007 - € 168.128,00,
  • e per l’anno 2008 (previsione AMSC) - € 250.000,00 circa.

Per ripianare le perdite passate e presenti ogni cittadino, neonati compresi, dovrà versare circa € 73,50 che, per il solo 2008, sono € 32,00!

Appare evidente l’iniquità che il Cittadino cairatese deve subire: a pagare questi costi siamo chiamati come contribuenti e non come utenti. I maggiori consumatori d’acqua (le attività produttive per intenderci) non pagano e non pagheranno un centesimo per questi “costi sociali”.

Il contratto di servizio all’art. 3 lettera “f” recita testualmente “mantenere periodici contatti con il delegato designato dal Comune di Cairate al fine di ragguagliare l’amministrazione stessa sull’andamento del servizio e relazionare trimestralmente sull’andamento del servizio, dei consumi e dello stato di avanzamento dei lavori programmati”. Nel Consiglio Comunale del 19 novembre 2008, a seguito di una nostra precisa richiesta in merito, il Sindaco ha ammesso che l’Amministrazione non era in grado di produrre questo documento fondamentale.

Si evince quindi la poca chiarezza e la superficialità dei controlli, a dimostrazione di tutto questo il Sindaco, alle nostre alle puntuali richieste, ha sempre risposto in modo generico, non ha mai fornito dati precisi e soprattutto non ha saputo documentare il rispetto degli accordi contrattuali. AMSC dal 2002 ha creato una serie di società ad essa collegate di servizi, gas, rifiuti, etc. con l’intento di portare dei vantaggi (così dice). I risultati per il nostro Comune sono stati:

COSTI DEL PERSONALE:

anno 2004 € 60.512,00; anno 2007 € 109.207,00 (+ 80%)

COMPENSI CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Anno 2004 € 358,00; ANNO 2007 € 4.300,00 (+ 1101%)

(Quest’ultima voce non è certo quella che incide in modo significativo sui bilanci, ma spiega le ragioni di questa sorta di spezzatino)

COSTI COMUNI

Sono i costi che AMSC e collegate sostengono complessivamente per la gestione di tutti clienti. Tali costi, suddivisi per tipologia di spesa, ricadono sui singoli Comuni sotto la voce “costi comuni”, che per il solo 2007 ammontavano a € 90.000,00. Purtroppo non ci è dato raffrontare tali costi con il 2004, ma il risultato è facilmente immaginabile…..

Ala luce di tutto questo Il nostro Comune (che è pure socio AMSC) continua a non ritenere necessario partecipare alle assemblee. Il Sindaco stesso ne sostiene l’inutilità dal momento che “non possiamo cambiare nulla”!

Questo è sintomatico di cosa pensa della partecipazione e dell’apporto positivo che ciascuno, comprese le minoranze, può dare. Ad ulteriore dimostrazione di ciò, basti sapere che è intervenuto il Prefetto a seguito di nostra richiesta, per poter avere dei documenti sull’AMSC inerenti il nostro Comune!

Proprio una gestione “AZZURRA” e “C..ARA”…

Bruno Frigeri




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17 marzo 2009
INTERVISTA AL PRESIDE
 La scuola italiana è in crisi.

Leggendo le statistiche e le opinioni di ministri ed esperti sulle principali testate nazionali non ci può essere alcun dubbio.

L’offerta formativa e didattica non è al livello di quella dei sistemi di istruzione degli altri paesi Europei, gli edifici e le strutture sono sempre meno adeguati.

Sarà vero?

E, soprattutto, sarà così anche a Cairate?

Per saperlo non c’è niente di meglio che chiederlo direttamente al professor Francesco Barbarino, preside dell’istituto comprensivo “Sally Mayer”.

Signor Preside, inizierei proprio da qui : a livello di strutture ed edifici in che situazione sono le scuole Cairatesi ?

Sicuramente gli edifici sono vecchi ed avrebbero quindi bisogno di interventi importanti, che richiederebbero l’impiego di cospicue somme.

Si può però dire che tutti gli interventi straordinari a garanzia dell’efficienza delle strutture vengono eseguiti dall’Amministrazione Comunale con una certa tempestività. Ad esempio, ultimamente, sono stati messi in sicurezza l’atrio e a norma l’impianto elettrico della scuola primaria di Bolladello; a Cairate, invece, sono stati ristrutturati alcuni servizi igienici.

Passando all’aspetto didattico/formativo: in cosa si distingue il nostro istituto?

Sotto l’aspetto dell’offerta didattica la nostra è sicuramente una scuola di buon livello con proposte di eccellenza.

Ad esempio, in campo linguistico abbiamo avviato una serie di progetti che garantiscono ai nostri studenti un’ottima preparazione, come la possibilità di ottenere la certificazione KET, e l’ALICLIL che consente ai ragazzi di studiare una materia curricolare, ad esempio educazione artistica, in inglese e francese, consentendo di familiarizzare con le lingue straniere in un contesto applicativo.

Inoltre, la nostra scuola si distingue da anni anche in ambito sportivo e siamo sempre molto attenti e partecipi ad eventuali concorsi esterni, come testimonia la recente premiazione ottenuta ad un concorso regionale indetto dall’AVIS.

E’ in fase di allestimento, inoltre, un modernissimo laboratorio musicale, completo di apparato di registrazione e video, per poter abbinare la musica ai filmati.

Per quanto riguarda l’aspetto formativo, invece, offriamo corsi di educazione stradale, educazione affettiva e il servizio di orientamento per aiutare i ragazzi nella scelta della scuola superiore più adatta alle loro aspettative future e alle loro attitudini.

Ho saputo che l’istituto si distingue per la molta attenzione rivolta verso gli alunni extra-comunitari e disabili, è così?

Certo.

Abbiamo ricevuto recentemente dei finanziamenti per l’attivazione di alcuni corsi di alfabetizzazione per studenti provenienti da paesi stranieri.

Per quanto riguarda l’attenzione verso gli alunni diversamente abili, siamo scuola capofila della rete denominata “CENTRO TERRITORIALE H” ed offriamo servizi di aggiornamento per i docenti, sportello per alunni e genitori e consulenza su tutto ciò che riguarda questo tema, dai materiali alla didattica.

In conclusione, non posso non farle una domanda sul tema che ha scosso la scuola nelle scorse settimane.

Siccome nella confusione del dibattito politico non risulta ancora ben chiaro, mi spiegherebbe cosa comporta la riforma Gelmini in termini di riduzione delle ore?

Premettendo che i contorni di questa legge non sono ancora ben chiari, siccome mancano i regolamenti attuativi che ne dovrebbero dare le specifiche definitive, si può dire che, qualora rimanesse come è stata presentata, la riforma causerebbe dei problemi per l’organico sia alla scuola primaria che alla scuola secondaria.

Difatti allo sciopero generale del 30 ottobre scorso, ha aderito la quasi totalità dei docenti delle scuola primaria, e circa il 30% dei docenti delle scuola secondaria.

Per fare un esempio pratico ed esplicativo, per la scuola primaria si perderebbe, a regime, delle cattedre e per la scuola secondaria, verrebbero meno le ore di completamento che attualmente vengono impiegate per attività di recupero e di potenziamento, da sempre ritenute molto utili.




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